Ho una gamba ingessata e questo mi darà parecchio tempo per scrivere nel blog. L'ingessatura è conseguenza di 4 giorni di ferrate e camminate nelle Dolomiti di Sesto. Direi proprio che ne valeva la pena. In realtà si tratta di una fasciatura rigida, conseguenza di una distorsione. Normale quando si fanno certe imprese oltre i 30anni ;)
La camminata è splendida, non si tratta solo di un impresa alpinistica, si tratta di uno straordinario momento di meditazione. Per chi volesse provare le mie emozioni, descrivo il percorso.
1 giorno. Arrivo in macchina a Bagni di Valgrande, parcheggio al rifugio Lunelli e camminata fino al rifugio Berti e relativo pernottamento. Il sentiero prevede un dislivello di 400 metri ed è molto semplice. Si fa in un ora, in caso di necessità anche col buio o con la pioggia. Ottimo per chi arriva parte da molto lontano. Si abbandona il meraviglioso bosco di Valgrande (reso famoso anche da alcuni film come "il segreto del bosco vecchio") e ci si trova ai piedi delle maestose pareti del monte Popera, che con le sue severe vette da 3000 metri trasmette rispetto e magnificenza. In breve tempo si avverte la sensazione di trovarsi in un ambiente sacro.
2 giorno. Ferrata Roghel. Impegnativa, ma necessaria, per passare all'altro versante. Sinceramente non molto bella, ma una vera goduria per chi vuole cimentarsi in qualcosa di atletico. In questa guida non darò alcun tipo di informazione tecnica, ma qui mi preme una nota. La Roghel era una ferrata abbordabile, ma molto pericolosa per via delle frane. Ora è stata spostata, il pericolo non esiste più, ma è davvero molto molto difficile. Attenzione a non affrontarla facendo affidamento a qualche vecchia guida. Ripeto, la ferrata non è più bollino rosso, ma bollino nero! E vi assicuro che il bollino nero ci sta proprio!!! Ripeto, attenzione e, comunque, leggete prima una buona guida aggiornata!!!
Passata la Roghel si attraversa un canalone e si attacca la cengia Gabriella. E qui si entra davvero nel mondo delle meraviglie!!! Una cengia su uno strapiombo da 500 metri, che domina il meraviglioso parco naturale delle 3 cime (di Lavaredo). Si tratta di una via ferrata data dalle guide come "medio-difficile", ma per chi ha un'esperienza di montagna, rimane spazio per concentrarsi sulle meraviglie che ti circondano. Credo che molti come me abbiano provato la sensazione di essere più vicini a Dio che alla terra. Terminata la ferrata si arriva al rigugio Carducci, dove si può pernottare. Si tratta di un rifugio non raggiunto da strade, ne da teleferica. Li troverete un sacco di alpinisti che, come voi, hanno camminato ore per raggiungerlo. Una bella sensazione di trovare gente che ha condiviso le stesse fatiche, le stesse paure, gli stessi ideali. Peccato che il personale non spicchi troppo per simpatia ;)
3 giorno. Il terzo giorno si parte per la strada degli alpini. In piccola cengia scavata dagli uomini di Italo Lunelli durante la prima guerra mondiale. L'obiettivo era quello di raggiungere cima 11, da dove bombardare gli Austriaci, che dominavano il campo di battaglia dalla vetta della Croda Rossa. L'impresa riuscì, al costo di 15 morti al giorno per cadute accidentali, congelamenti e freddo. Il giorno dopo aver raggiunto la cima venne firmato l'armistizio... E infatti nel percorrere questo sentiero non è possibile evitare di pensare agli alpini che lo hanno scavato d'inverno, senza attrezzature, spesso senza esperienza di montagna e sotto il tiro dei cecchini nemici. Forse per la prima volta ho avuto la percezione di cosa debba essere veramente la guerra! Una sensazione che forse dovremmo provare tutti almeno una volta nella vita. A chi volesse affrontare il sentiero consiglio prima la lettura di "la guerra nella Croda Rossa" di Ebner Oswald, vi aiuterà a capire (e poi è bello ogni tanto leggere un libro dove gli italiani sono i cattivi ;) ).
Da li è facile tornare al Rifugio Berti.
Se volete affrontare l'impresa vi consiglio di leggere una guida dettagliata, perchè è comunque faticosa e pericolosa! Quello che volevo dirvi è che si tratta, oltre che di una grande prestazione sportiva, di una grande momento di meditazione.
Sarebbe bello che altre persone che lo hanno fatto condividessero qui le loro impressioni.
Per vedere le foto vi rimando al nostro sito www.foto-gratis.eu.
Blog per cercare di capire meglio l'Asia e come sta cambiando. Per sapere come la Cina, l'India e i paesi del sud est asiatico cambieranno il nostro modo di vivere. Blog destinato a chi ha tempo e voglia di riflettere.
sabato 20 agosto 2011
giovedì 4 agosto 2011
Altavia dei Rondoi
Non è sempre necessario perdersi nell'estremo oriente per scoprire posti dal fascino unico, capaci di trasmetterci sensazioni straordinarie.
Domenica sono partito per scalare il "cimon del Cavallo", un vetta da 2250 metri che domina la pianura pordenonese. Peccato che ad un certo punto abbia sbagliato sentiero e mi sia incamminato nell'altavia del Rondoi.
Sono un esperto alpinista ed ho arrampicato in alcune delle più belle vette d'europa. Non avrei immaginato di trovare a pochi km da casa un paesaggio così! Il tratto di via che ho percorso passa attraverso tutte le cime del Montacavallo, che assieme formano una vallata unica. Il percorso è piuttosto difficile quanto affascinante. Oltre le cime, che in alcuni casi necessitano di passaggi di secondo grado esposti e non attrezzati, si passa tra forcelle strette ed esposte. Per chi non soffre di vertigini un'emozione unica.
Il percorso ha una durata relativamente breve, tra andata e ritorno non richiede più di 5 ore, e, quindi, lascia il tempo a momenti di riposo e riflessione. Per chi poi, come me, arriva da Pordenone, l'avvicinamento in automobile richiede meno di un ora. Un'occasione unica per chi fosse in cerca di una giornata di meditazione, senza avere a disposizione una settimana di ferie o non volesse svegliarsi alle 3 di mattina e affrontare una giornata massacrante.
Inutile scrivere qui la guida, visto che ce ne sono a decine su Internet, mi limito a darvi il link ad una di esse: http://www.webdolomiti.net/monti_alpago/rondoi.htm
Per chi volesse vedere delle immagini invece suggerisco: www.foto-gratis.eu, dove i miei amici ed io pubblichiamo le foto delle nostre escursioni.
A volte non serve andare in cina per scoprire qualcosa di straordinario...
Domenica sono partito per scalare il "cimon del Cavallo", un vetta da 2250 metri che domina la pianura pordenonese. Peccato che ad un certo punto abbia sbagliato sentiero e mi sia incamminato nell'altavia del Rondoi.
Sono un esperto alpinista ed ho arrampicato in alcune delle più belle vette d'europa. Non avrei immaginato di trovare a pochi km da casa un paesaggio così! Il tratto di via che ho percorso passa attraverso tutte le cime del Montacavallo, che assieme formano una vallata unica. Il percorso è piuttosto difficile quanto affascinante. Oltre le cime, che in alcuni casi necessitano di passaggi di secondo grado esposti e non attrezzati, si passa tra forcelle strette ed esposte. Per chi non soffre di vertigini un'emozione unica.
Il percorso ha una durata relativamente breve, tra andata e ritorno non richiede più di 5 ore, e, quindi, lascia il tempo a momenti di riposo e riflessione. Per chi poi, come me, arriva da Pordenone, l'avvicinamento in automobile richiede meno di un ora. Un'occasione unica per chi fosse in cerca di una giornata di meditazione, senza avere a disposizione una settimana di ferie o non volesse svegliarsi alle 3 di mattina e affrontare una giornata massacrante.
Inutile scrivere qui la guida, visto che ce ne sono a decine su Internet, mi limito a darvi il link ad una di esse: http://www.webdolomiti.net/monti_alpago/rondoi.htm
Per chi volesse vedere delle immagini invece suggerisco: www.foto-gratis.eu, dove i miei amici ed io pubblichiamo le foto delle nostre escursioni.
A volte non serve andare in cina per scoprire qualcosa di straordinario...
venerdì 29 luglio 2011
Gino Strada
Di Gino Strada è difficile parlare. Se vi chiedessero di fare la descrizione di un cerchio cosa scrivereste? E' perfetto! Forse se il cerchio avesse dei difetti o delle sbavature avreste qualcosa da dire.
E cosa dire allora di una persona che gira nelle guerre per offrire cure a chiunque gli si presenti davanti?
Eppure di Gino Strada bisogna parlare. Si deve parlare. Perchè i grandi canali di comunicazione fanno di tutto per ignorarlo o per traviare la sua immagine. E allora ben vengano blog, forum, siti, giornali, volantini, passaparola...
Nel mio caso poi ci calza a pennello. Grande viaggiatore, persona dalla grande umanità, grande comunicatore e, a volte lo si dimentica, anche scrittore.
Il suo libro più famoso è "pappagalli verdi". Prende il nome da una mina antiuomo russa. E' un libro che consiglio a tutti coloro che si sono dimenticati cosa sia veramente la guerra. Che addormentati da film di fantascienza e stupidi dibattiti televisivi su Stalin e Islam hanno dimenticato che dietro una guerra ci sono persone che muoiono. Anzi, la guerra è proprio questo: uccidere il tuo nemico.
Concludo con la dedica che Tiziano ha fatto a Gino Strada nel suo ultimo lavoro:
- ... non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!
A nome di tutte le persone che credono nell'uomo, grazie Gino Strada!
E cosa dire allora di una persona che gira nelle guerre per offrire cure a chiunque gli si presenti davanti?
Eppure di Gino Strada bisogna parlare. Si deve parlare. Perchè i grandi canali di comunicazione fanno di tutto per ignorarlo o per traviare la sua immagine. E allora ben vengano blog, forum, siti, giornali, volantini, passaparola...
Nel mio caso poi ci calza a pennello. Grande viaggiatore, persona dalla grande umanità, grande comunicatore e, a volte lo si dimentica, anche scrittore.
Il suo libro più famoso è "pappagalli verdi". Prende il nome da una mina antiuomo russa. E' un libro che consiglio a tutti coloro che si sono dimenticati cosa sia veramente la guerra. Che addormentati da film di fantascienza e stupidi dibattiti televisivi su Stalin e Islam hanno dimenticato che dietro una guerra ci sono persone che muoiono. Anzi, la guerra è proprio questo: uccidere il tuo nemico.
Concludo con la dedica che Tiziano ha fatto a Gino Strada nel suo ultimo lavoro:
- ... non preoccuparti, io ci sono nella lotta per la pace. Ci sono! E ci sarò sempre!
A nome di tutte le persone che credono nell'uomo, grazie Gino Strada!
giovedì 28 luglio 2011
Borghezio e la Fallaci
Rispondendo ad un post definii pericolose le affermazioni della Fallaci sull'Islam. Pericolose perchè condannano indiscriminatamente un'intera religione e perchè cariche d'odio. Dissi che quando uno getta un seme non può sapere in quale terreno andrà ad attecchire. Ed ecco che, mio malgrado, è arrivata la conferma alle mie preoccupazioni.
Borghezio, in una trasmissione radiofonica, ha detto che le idee di Breivik sono buone al 100%, certe addirittura ottime! E nel corso delle sue elucubrazioni ha nominato anche Oriana Fallaci!
Inutile dire in questa sede che la giornalista/scrittrice avrà provato un moto di disgusto nel sentirsi chiamare in causa da un politico di questo spessore (oltretutto a sostegno di un terrorista), ma non potrebbe nemmeno negare il fatto che questo era prevedibile. Penne importanti come la sua dovrebbero sentire il peso delle loro affermazioni!
PS: come già detto questo blog vuole mantenere contenuti di un certo livello, quindi potete esprimere tranquillamente opinioni, anche diverse dalla mia, su Oriana Fallaci, ma, per quanto riguarda Borghezio, vi invito a scrivere in dei numerosissimi altri blog che ne parlano.
Borghezio, in una trasmissione radiofonica, ha detto che le idee di Breivik sono buone al 100%, certe addirittura ottime! E nel corso delle sue elucubrazioni ha nominato anche Oriana Fallaci!
Inutile dire in questa sede che la giornalista/scrittrice avrà provato un moto di disgusto nel sentirsi chiamare in causa da un politico di questo spessore (oltretutto a sostegno di un terrorista), ma non potrebbe nemmeno negare il fatto che questo era prevedibile. Penne importanti come la sua dovrebbero sentire il peso delle loro affermazioni!
PS: come già detto questo blog vuole mantenere contenuti di un certo livello, quindi potete esprimere tranquillamente opinioni, anche diverse dalla mia, su Oriana Fallaci, ma, per quanto riguarda Borghezio, vi invito a scrivere in dei numerosissimi altri blog che ne parlano.
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domenica 24 luglio 2011
Attentato a Oslo
In realtà non ne voglio parlare. E' ancora troppo presto ed è giusto portare rispetto per le vittime e lasciare poi il tempo ad una riflessione proficua e pacata sull'accaduto. L'onda emotiva porta sempre nella cattiva strada.
Piuttosto voglio parlare del terrorismo in Sry Lanka, dove Buddisti e Induisti si stanno uccidendo da anni. Avete letto bene: Buddisti e Induisti!!! Le due religioni che più di ogni altre hanno animato l'immaginario pacifista.
Ieri un attentato da parte di un fondamentalista cristiano. Negli anni settante le religioni erano messe da parte, e allora gli attentati li facevano comunisti, fascisti, e cattolici (mi riferisco al cattolicesimo come partito non come religione, ad esempio il partito cattolico democratico di Pinochet).
Non sarebbe ora di smetterla di pensare che a fare gli attentati siano sono i musulmani? Vogliamo veramente eliminare il terrorismo alla radice? Allora è ora di chiederci quali siano veramente le cause del terrorismo ed estirparle. Non passiamo pensare di far desistere un kamikaze dietro la minaccia della galera...
Sarà che non sono credente e che ho smesso di credere in babbo Natale, ma non penso che a persone normali, ad un certo punto della loro vita, compaia Allah ordinandogli di suicidarsi con una bomba. E allora qual'è la vera ragione? Non ne abbiamo viste abbastanza per capire che è il momento di domandarcelo seriamente?
Tiziano Terzani era andato in Pachistan con l'intenzione di chiedere a Bin Laden cosa volesse ottenere con la strategia del terrore, perchè dopo di lui non lo ha fatto nessuno?
Piuttosto voglio parlare del terrorismo in Sry Lanka, dove Buddisti e Induisti si stanno uccidendo da anni. Avete letto bene: Buddisti e Induisti!!! Le due religioni che più di ogni altre hanno animato l'immaginario pacifista.
Ieri un attentato da parte di un fondamentalista cristiano. Negli anni settante le religioni erano messe da parte, e allora gli attentati li facevano comunisti, fascisti, e cattolici (mi riferisco al cattolicesimo come partito non come religione, ad esempio il partito cattolico democratico di Pinochet).
Non sarebbe ora di smetterla di pensare che a fare gli attentati siano sono i musulmani? Vogliamo veramente eliminare il terrorismo alla radice? Allora è ora di chiederci quali siano veramente le cause del terrorismo ed estirparle. Non passiamo pensare di far desistere un kamikaze dietro la minaccia della galera...
Sarà che non sono credente e che ho smesso di credere in babbo Natale, ma non penso che a persone normali, ad un certo punto della loro vita, compaia Allah ordinandogli di suicidarsi con una bomba. E allora qual'è la vera ragione? Non ne abbiamo viste abbastanza per capire che è il momento di domandarcelo seriamente?
Tiziano Terzani era andato in Pachistan con l'intenzione di chiedere a Bin Laden cosa volesse ottenere con la strategia del terrore, perchè dopo di lui non lo ha fatto nessuno?
mercoledì 20 luglio 2011
Perchè leggere Oriana Fallaci?
Difficile contestare Tiziano, gli unici argomenti di dibattito aperti riguardano la sua posizione iniziale nei confronti dei Khmer Rossi e lo scambio epistolare con Oriana Fallaci seguito agli attentati dell'11 settembre.
Di Oriana non so quasi nulla. Non ho una televisione, ma ricordo che una sera entrai nel salotto dei miei, mentre la TV ne stava mostrando un'intervista. Stava pronunciando la frase: "non dico che tutti gli islamici siano terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici" (o qualcosa di simile).
Tanto bastò per ignorare il resto del discorso, ma che sia vero? Vediamo un po': io sono italiano. L'unità d'Italia risale al 1861. Da quel tempo il bel paese ha sempre dovuto convivere con varie forme di terrorismo. Già alle sue origini vi erano i carbonari, terroristi patrioti che volevano ricacciare il nemico oltre i confini del paese. Non erano arabi, ne tantomeno islamici. Forse cattolici, ma vicini a quel laicismo eredità della rivoluzione francese. Da li alla prima guerra mondiale terroristi erano soprattutto i cittadini del sud che non volevano passare sotto la sabauda insegna. Forse non praticanti, ma sicuramente tutti battezzati nel nome di Gesù. Dopo la prima guerra mondiale fu il tempo del fascismo e della sua applicazione quasi scientifica del terrore (divenuta poi scuola per tutti i rivoluzionari). Finita questa buia epoca vennero gli anni di piombo. I terroristi allora erano italiani, sicuramente battezzati con rito cattolico, appartenenti alle brigate rosse e alle brigate nere. Anche la mafia con la stagione delle stragi ha aderito, anche se per un breve periodo, alla strategia del terrore (sicuramente cattolici bigotti come si addice ai mafiosi di alto rango).
Cosa diciamo allora? Che non tutti i cristiani sono terroristi, ma che tutti i terroristi sono cristiani? E quanti attentati di matrice islamica ci sono stati nel nostro paese? Io non ne ricordo nessuno! Per ragioni di brevità non ho parlato in questa sede del terrorismo internazionale (Pinochet, IRA, ETA, eccetera eccetaera).
Possibile che una giornalista suppostamente preparata ignori queste cose? Deve essere ignorante o in malafede! In ogni caso non avevo nessun interesse nel seguire il resto dell'intervista.
Oggi scopro che Tiziano si disturbò a scrivergli una risposta, perchè? Probabilmente Oriana Fallaci non è, o non è sempre stata, la persona da cui ho sentito la suddetta frase. Allora ho deciso di scoprire qualcosa di più su di lei.
Il brutto è che nessun trovo nessun opinionista di spessore che la difenda o che, perlomeno, mi dia una buona ragione per leggere un suo libro. Ovviamente non considero opinionisti di spessore Sgarbi, Ferara, Feltri, Belpietro e simili.
Vorrei che qualcuno che ha letto i suoi libri, mi suggerisse un titolo e una buona ragione per leggerlo. Vorrei anche che mi venissero segnalate interviste, recensioni o video presenti su Internet, che "prendono le sue difese".
Di Oriana non so quasi nulla. Non ho una televisione, ma ricordo che una sera entrai nel salotto dei miei, mentre la TV ne stava mostrando un'intervista. Stava pronunciando la frase: "non dico che tutti gli islamici siano terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici" (o qualcosa di simile).
Tanto bastò per ignorare il resto del discorso, ma che sia vero? Vediamo un po': io sono italiano. L'unità d'Italia risale al 1861. Da quel tempo il bel paese ha sempre dovuto convivere con varie forme di terrorismo. Già alle sue origini vi erano i carbonari, terroristi patrioti che volevano ricacciare il nemico oltre i confini del paese. Non erano arabi, ne tantomeno islamici. Forse cattolici, ma vicini a quel laicismo eredità della rivoluzione francese. Da li alla prima guerra mondiale terroristi erano soprattutto i cittadini del sud che non volevano passare sotto la sabauda insegna. Forse non praticanti, ma sicuramente tutti battezzati nel nome di Gesù. Dopo la prima guerra mondiale fu il tempo del fascismo e della sua applicazione quasi scientifica del terrore (divenuta poi scuola per tutti i rivoluzionari). Finita questa buia epoca vennero gli anni di piombo. I terroristi allora erano italiani, sicuramente battezzati con rito cattolico, appartenenti alle brigate rosse e alle brigate nere. Anche la mafia con la stagione delle stragi ha aderito, anche se per un breve periodo, alla strategia del terrore (sicuramente cattolici bigotti come si addice ai mafiosi di alto rango).
Cosa diciamo allora? Che non tutti i cristiani sono terroristi, ma che tutti i terroristi sono cristiani? E quanti attentati di matrice islamica ci sono stati nel nostro paese? Io non ne ricordo nessuno! Per ragioni di brevità non ho parlato in questa sede del terrorismo internazionale (Pinochet, IRA, ETA, eccetera eccetaera).
Possibile che una giornalista suppostamente preparata ignori queste cose? Deve essere ignorante o in malafede! In ogni caso non avevo nessun interesse nel seguire il resto dell'intervista.
Oggi scopro che Tiziano si disturbò a scrivergli una risposta, perchè? Probabilmente Oriana Fallaci non è, o non è sempre stata, la persona da cui ho sentito la suddetta frase. Allora ho deciso di scoprire qualcosa di più su di lei.
Il brutto è che nessun trovo nessun opinionista di spessore che la difenda o che, perlomeno, mi dia una buona ragione per leggere un suo libro. Ovviamente non considero opinionisti di spessore Sgarbi, Ferara, Feltri, Belpietro e simili.
Vorrei che qualcuno che ha letto i suoi libri, mi suggerisse un titolo e una buona ragione per leggerlo. Vorrei anche che mi venissero segnalate interviste, recensioni o video presenti su Internet, che "prendono le sue difese".
domenica 17 luglio 2011
Folco Terzani su Jovanotti
... ma io ascolto Lorenzo da tantissimo. Per me te esprimi... sei la voce dell'Italia... meno male che ci sei te...... io trovo che c'è un'intelligenza dietro a questo rap, uno pensa che il rap sia una bischerata, che il rap è uno che canta e urla... invece dietro a lui ci sono muraglie di libri, una conoscenza maggiore a chi fa l'università e poi lui esprime questo in queste semplicissime parole, che poi sembrano semplici... quello che mi piace è che in questa semplicità di pensiero poi, usando appunto la musica, riesci a renderlo tutto alla fine positivo, non si affonda in questo e c'è sempre questo senso di speranza e di giovinezza...
Ho corretto qua e la, ma credo che Folco in questo contesto abbia descritto con chiarezza quello che io penso di Lorenzo e del perchè non mi dispiace affiancarlo a Tiziano.
Ho corretto qua e la, ma credo che Folco in questo contesto abbia descritto con chiarezza quello che io penso di Lorenzo e del perchè non mi dispiace affiancarlo a Tiziano.
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