giovedì 19 aprile 2012

Sfrutteremo quest'occasione per crescere?

Sento un sacco di gente ripetere cose che io dicevo un'anno fa: le banche ci stanno fregando, questo modello economico che si fonda sul PIL è destinato a fallire, il futuro della nostra vita e quello della nostra famiglia non può dipendere da delle oscillazioni irrazionali della borsa valori...

Forse quando avevamo l'impressione di stare tutti bene non era necessario farsi tutte queste domande, oggi, in tempi di crisi e con un futuro incerto difronte a noi, è bene chiederselo.

Quello che temo in realtà è che la gente ripeta come un pappagallo slogan ascoltati alla televisione, senza comprendere fino in fondo le origini del problema. La gente condanna le banche perchè ha capito i perversi meccanismi dell'economia o, semplicemente, sta cadendo nel tranello del precedente governo che, ancora una volta, ha trovato un capo espiatorio per i propri errori?

lunedì 20 febbraio 2012

Ancora Celentano

Sapete che non mi interesso mai di gossip, meno che meno di Sanremo... Eppure questa volta due parole le voglio scrivere. Ho sempre avuto stima di Celentano, raramente condivido le sue idee, ma ammiro il suo modo di invitare la gente a riflettere, ad immaginare un mondo diverso, migliore, e con valori che vadano oltre il denaro. Esattamente il contrario di quello che vuole la televisione. Di conseguenza ho cercato su youtube il testo dei discorsi che tanto scandalo hanno creato. Direi che la sintesi potrebbe essere questa: secondo Adriano l'omelia che ascoltiamo tutte le domeniche a messa non è sufficiente per accompagnare un cristiano nel corso di tutta la settimana. Ecco perchè il Vaticano stampa giornali come l'Avvenire e Famiglia Cristiana: perchè il cristiano ogni giorno possa trovare la parola di Dio, che lo aiuti nelle scelte e che gli dia coraggio nei momenti difficili. Giornali che oggi parlano di politica, economia, bot, spread, gossip come tutta la stampa generalista. Ecco perchè, secondo lui, andrebbero chiusi. Contesta inoltre alla chiesa il fatto che ai fedeli parli poco del paradiso e del mondo che verrà (cosa immagino cara ad Adriano oggi che ha superato i 70anni). Ebbene, possiamo condividere come no, ma perchè tutto questo scandalo? Un uomo ha espresso una suo opinione e ci ha invitati a riflettere, se avesse bestemmiato avrebbe creato meno scandalo! Infatti meno scandalo causano le numerose bestemmie a cui ci hanno abituato i vari reality. In sintesi: oggi come ieri la maggior paura di chi ci comanda non è da che parte stiamo, quanto piuttosto il fatto che "il popolo" cominci ad usare il cervello. Un ultima cosa: tutta la stampa (ma proprio tutta, persino giornali di economia come il sole24ore) ha pesantemente criticato il molleggiato, mentre tutte le persone che conoscono hanno condiviso pienamente il suo intervento. E' evidente: i giornali non rappresentano più nessuno, ecco perchè invito chiunque a smettere di comprarli. O, quando li comprate, sappiate che state dando consenso ad un idea. Come dire, se comprate il giornale di Sallusti, automaticamente verrete messi nella lista di quelli che condividono le sue idee. Per quanto mi riguarda, spero che in Italia ci sia sempre un Celentano a ricordare a tutti noi che abbiamo un cervello, un'immaginazione e della fantasia che possiamo sempre riattivare.

Neil Davis

Leggendo Terzani è difficile non rimanere affascinati dalla figura di Neil Davis. Lui ne fa solo cenno sui libri "la fine è il mio inizio" e "in Asia". Ho voluto quindi fare una ricerca sul personaggio, e, quello che ne è venuto fuori, lo ho pubblicato su wikipedia. Avrei piacere che andaste a vedere il lavoro nell'enciclopedia e che vi apportaste eventuali correzioni o integrazioni. Mancano molte cose, ma il rigore e la richiesta di fonti su cui si basa, giustamente peraltro, wikipedia, rende il lavoro lento e macchinoso. Sono ben accetti anche suggerimenti relativi a libri, anche fotografici, sull'autore.

venerdì 3 febbraio 2012

Dopo una lunga latitanza

Rieccomi dopo tanti giorni di assenza. Peccato, sono successe un sacco di cose nel frattempo. Alcune eclatanti come il precipitarsi della situazione politica in IRAN e la caduta del governo Berlusconi, altre apparentemente di minor rilievo, come l'affondamento della Costa Concordia. Non basterebbero 100 libri per scrivere tutto, ma da oggi cercherò di farlo. Nel frattempo credo sia ora di porre l'attenzione a notizie che i giornali evitano di mettere in rilievo. Pazzesco parlare di spread mentre voci sempre più attendibili parlano di un'imminente attacco da parte degli israeliani in IRAN... Sarebbe bello parlare anche di cose che non interessano più a nessuno, come la situazione in Tibet, che, dopo le olimpiadi, sembra non suscitare più nessun interesse. La notizia più interessante di questi mesi credo che riguardi le elezioni nei due paesi di Xintiandi e Xiaxi. Per la prima volta in Cina due candidati indipendenti si presentano alle elezioni e vincono. Strano che la notizia più importante (secondo me) sia una buona notizia vero? Un domani, volente o nolente, dovremo subire il condizionamento della Cina, esattamente come ora lo subiamo dagli stati uniti. Sta già succedendo. I cinesi si rifiutano di stampare le nostre enciclopedie, a meno di non rivedere i termini che riguardano la rivoluzione popolare, ci vietano di ricevere in forma ufficiale il Dalai Lama e decidono in quali settori della nostra industria intervenire. Non nascondo che la cosa fa paura. Sono sempre stato un fervido oppositore del modello imperialista americano, ma l'idea di passare dagli Yenky alla Cina non mi solletica affatto. Vediamo se queste elezioni a cui diamo poca importanza, fatto per altro comprensibile vista la risibile dimensione dei due comuni coinvolti, saranno la miccia che porterà democrazia anche in Cina. La democratizzazione della Cina è uno degli elementi fondamentali per poter mantenere viva la, seppur malata, grande democrazia occidentale.

lunedì 21 novembre 2011

68 cinese

Finita la fede sulle "crisi che devono finire", sui "politici mandati dalla provvidenza per risolvere i problemi del paese" e sulla superiorità dell'occidente rispetto alle altre culture, ci resta solo l'ultima carta: il 68 cinese.

Già, perché a detta dei più, la Cina ci sconfigge sul mercato grazie allo sfruttamento dei suoi lavoratori. Finché durerà questo sfruttamento, le nostre aziende saranno costrette a soccombere a quelle dei giganti asiatici (e qui non sono del tutto d'accordo).

Ecco però, ventilarsi una nuova speranza: con l'arrivo della ricchezza in Cina, arriverà anche la coscienza di massa. I lavoratori si riuniranno e chiederanno i diritti civili così come sono in Europa e nel resto delle nazioni "civilizzate". Come dire: industria uguale ricchezza, ricchezza uguale solidarietà, solidarietà uguale sindacalismo, sindacalismo uguale diritti civili. Quando un operaio cinese avrà la stessa paga e gli stessi diritti di un operaio Italiano, allora avremo di nuovo una concorrenza leale e l'industria europea potrà riprendersi.

Sinceramente non mi manca qualcosa. Dove sta scritto che la ricchezza porta alla solideriatà? Io non credo che il 68 europeo si figlio esclusivamente della ricchezza che si stava riversando a fiumi nelle nostre economie. Credo piuttosto che sia stato figlio della rivoluzione francese e di quei meravigliosi valori che nei secoli hanno permeato la nostra cultura: libertà, fratellanza e uguaglianza. In una società fondata su questi valori, il miracolo economico ha creato i presupposti per costruire l'occidente che noi e i nostri padri abbiamo avuto la fortuna di vivere.

Ma questi valori sono condivisi anche dal popolo cinese? Siamo sicuri che gli abitanti della grande nazione asiatica (nonchè quelli delle nazioni minori) abbiano la volontà di riunirsi per chiedere maggiori diritti per loro e per le persone in difficoltà?

Sinceramente non ne sono sicuro. Credo nei corsi e nei ricorsi storici, ma il boom economico del continente giallo è un fenomeno senza precedenti, e credo che sia difficile delinearne gli sviluppi futuri.

giovedì 17 novembre 2011

Autunno occidentale

E dopo la primavera araba ci troviamo di fronte alla crisi dell'occidente. Ed è anche meno romantica... qua non si parla di libertà, valori, religione,... ma di spread, bot, pil...

Tiziano negli anni 90 suggeriva ad uno studente di giornalismo di studiare l'arabo, perchè li ci sarebbero stati i nuovi cambiamenti. Se fosse vivo alla stessa domanda credo che suggerirebbe l'inglese, visto che è in occidente che vedremo le prossime rivoluzioni.

Solo il cambiamento ci fa molta paura. Prima si pensava che l'America fosse il posto più bello del mondo, e tutti sognavano il cambiamento, sperando di diventarne uguale. Noi occidentali, che abbiamo sempre creduto di essere i migliori, stiamo per affrontare un cambiamento, che, di conseguenza, non può essere che in peggio.

Ecco perchè autunno occidentale. Un augurio? Che una mente illuminata trovi una nuova via e che la gente lo capisca e lo segua...

martedì 25 ottobre 2011

Primavera araba

Sono ogni giorno più perplesso.

In Tunisia hanno luogo le prime elezioni libere, che portano come risultato il successo, con il 90% dei voti, del partito islamico. Jali dichiara che la nuova Libia sarà ispirata alla legge islamica. Me lo sono chiesto nel precedente post e me lo chiedo di nuovo: in che direzione sta andando la primavera araba? Non è che in queste nazioni si stiano deponendo i governatori filo occidentali, per sostituirli con governatori nazionalisti? E che questi governatori utilizzino la religione per rimarcare la loro differenza con l'occidente?

Non guardo ne con serenità ne con ottimismo a quello che sta succedendo. La guerra in Libia sembra terminata, e questa è effettivamente una buona notizia, ma non basta. Inoltre dopo la morte di Gheddafi è ora di farsi veramente delle domande. Era davvero un mostro? Certo non ho nessuna intenzione di fare come Ferrara o altri cabarettisti che ne stanno facendo un eroe e un martire. Anzi... sottolineo tutto il mio disprezzo! Però è giusto osservare che tra tutte le dittature islamiche, quella del Rais era certamente la più morbida!

Non resta che attendere, ma attenzione ad esultare dei primi facili risultati!